Io un po’ vi invidio

Io un po’ di invidio. Voi che sapete benissimo cosa volete fare da grandi. E lo sapete da sempre. Lo sapete dal giorno in cui mentre ancora guardavate i cartoni alla tele avete detto a vostra madre “io da grande voglio fare il dottore” e lo avete voluto davvero anche negli anni a venire.

Io ero una di quelle bambine che cambiava spesso idea. Che prima voleva fare l’attrice, poi la maestra, poi la giornalista e poi non lo ha saputo più. Io invidio voi che vi siete fatti un mazzo tanto all’università e che ora con il vostro diploma in mano sapete benissimo dove andare a cercare lavoro, che poi magari non lo trovate ma questo è un altro discorso.

Io, la mia amica che da grande vuole fare l’avvocato, la invidio. Lo sapeva dal primo giorno di ginnasio che una volta finita la maturità si sarebbe iscritta a giurisprudenza e un giorno sarebbe entrata fiera in un’aula di tribunale.

Io, con la mia laurea in tasca, in viaggio dall’altra parte del mondo e con le idee che cambiano ogni mattina, invidio voi tutti che sapete cosa fare domani, da grandi.

Io un po’ vi invidio. Voi che tra giugno e settembre vi siete sposate e avete letteralmente invaso le bachehe di Facebook con foto e promesse sdolcinate, che avete ricevuto auguri di una vita felice anche dal più lontano dei nemici.

Voi mie coetanee, o anche più giovani, che l’avete programmato da sempre il giorno più bello della vostra vita – lo è davvero poi? Voi che da bambine lo sognavate a occhi aperti, fino a quando quel principe azzurro è arrivato davvero. Poco importa se non è bello come lo volevate e non è manco così tanto intelligente. C’è. E – e se lo avete sposato – spero vi batta il cuore forte.

Vi invidio perché voi una storia l’avete saputa far stare in piedi. Siete riuscite a trovare un giusto compromesso, quel compromesso che io fatico a trovare, sempre e comunque, in tanti ambiti della vita. Voi siete riuscite a smussare gli angoli, come dice mia madre. Voi vi siete comprate un abito da meringa, non bianco perché sembra che quest’anno non vada di moda, e gli avete detto di sì.

Invidio voi che siete pronte a dire “è lui”, a condividerci tutto, a entrare in quel meccanismo che è la routine di una vita insieme e siete pronte a farlo ora, che non avete ancora trent’anni.

E io ve lo metto anche un mi piace alla vostra foto ricordo o alle vostre cerimonie pompose, anche se in realtà poco mi piacciono. Perché io il mio sì lo celebrerei nella maniera più discreta possibile, magari pure di nascosto. Invidio tutta la vostra sicurezza e la vostra voglia di ostentare il vostro amore.

Io un po’ vi invidio. Voi che avete comprato casa. Che aveta investito trilioni di euro o avete un mutuo incredibile che grava sopra le vostre teste e ci rimarrà da qui ai prossimi trent’anni. Io vi invio perché siete riusciti, con tutta la sicurezza possibile, a stabilizzarvi e dire “io voglio vivere qui”.

Avete scelto la casa con i balconi colorati che vi piacevano tanto e il giardino grande per il cane. Io vi invidio davvero, perché ora chiamo casa la villetta nella periferia di Melbourne di una famiglia australiana che mi ospita fino a Natale grazie ad un progetto di scambio culturale. E l’unica casa dove, grazie a dio, posso tornare è quella di mamma e papà.

Io un posto fisso non ce l’ho, non l’ho mai avuto e un mutuo non lo potrei fare. Anche se però pur avendone la possibiltà non credo lo farei. Perché non lo so dove voglio vivere. Dove voglio costruire qualcosa, il mio futuro. Io lo invidio il mio amico che in anni di lavoro e sacrificio ora si siede in giardino e guarda la sua casa che prende forma. Che predispone l’impianto elettrico in funzione della famiglia che ci andrà ad abitare. La sua famiglia.

Vi invidio perché voi sapete dove volete stare e restare, mentre io non so ancora quando tornare.

Io un po’ vi invidio. Voi che vi sapete accontentare. Che non sentite l’esigenza di cercare sempre qualcosa di nuovo. Nelle relazioni, nel lavoro, nel mondo, nella vita. Che non avete grandi aspirazioni e che trovate tutto cio’ che vi serve nelle piccole grandi cose di tutti i giorni.

Voi che non vi fate grandi problemi esistenziali. Che vi basta una pizza con gli amici il sabato sera, la partita di calcio, il film in tv la sera, che avete qualcuno a casa che vi aspetta e magari vi prepara pure la cena, che le vacanze le trascorrete nello stesso posto da una vita, che la domenica a pranzo dai parenti e il lunedì al lavoro.

Io un po’ vi invidio. Voi che siete riusciti a sincronizzare il vostro bioritmo a una routine, mentre io soffro di un perenne jet lag esistenziale.

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5 pensieri su “Io un po’ vi invidio

  1. i miei coetanei si sono sposati nell’ultimo lustro. io un mese fa ho troncato con una donna che mi piaceva, diceva di amarmi e con cui vi era una forte intesa. alcuni nascono per trovare moglie/marito, promettersi felicità eterna, prendere un cane, accendere un mutuo, stabilizzarsi e incominciare a frenare gli ormoni.. altri nascono come me, rincorsi da uno strano meccanismo che tiene la routine fuori dall’esistenza, curiosi di incontrare persone nuove, vedere situazioni diverse etc.. arriva un momento in cui capiamo perchè in quarta ginnasio non sapevamo se dopo il diploma avremmo fatto legge oppure il chitarrista metal.. non tutti siamo nati per pianificare, non tutti siamo nati per maturare-sposarci-fare figli-prendere una barca a 45 anni. Alcuni abbiamo ancora la felpa con il cappuccio e temiamo che la routine ci mangi viva…
    in bocca al lupo, di vero cuore.

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  2. I jetlag esistenziali sono fatti per chi li può affrontare, e tu evidentemente sei una di queste 🙂 Io sono stata sia da una parte che dall’altra. Agli occhi altrui sono stata una da invidiare perché aveva già deciso tante cose della sua vita prima dei 30 anni. Ma avevo il jetlag anche se gli altri non se ne accorgevano. E infatti poi quando l’ho detto al mondo, stava per cadere l’aereo – per mantenere la metafora. Quindi non invidiare, che non puoi sapere quanta felicità c’è veramente dietro quelle scelte così definitive. Concentrati sulla tua felicità, su quello che ora vuoi chiamare casa, sul pezzetto di mondo su cui vuoi camminare. E soprattutto continua a camminare, che è quello l’importante 🙂

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  3. Tiziana ha detto:

    Io ti invidio perchè hai il sorriso di una bambina sempre con le dita nella marmellata e la forza di una leonessa, io ti invidio perchè sei una giovane donna che ‘soffre’ di jet lag esistenziale e sei capace di scrivere così e farmi emozionare, ti invidio perché vorrei essere io al tuo posto in cerca ancora di un posto dove vivere, amare, piangere e ridere mentre scopre dinnanzi a sé un futuro non scontato magari senza abiti a meringa ma pieno di meringhe profumatissime e dolcissime…Ti invidio Elisa, e resta come sei perché voglio invidiarti per sempre!

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